26/08/2008 Aung San Suu Kyi si rifiuta di ricevere cibo
YANGON, Myanmar (AP) -- Myanmar's detained opposition leader Aung San Suu Kyi failed to retrieve food delivered to her home amid speculation she may have launched a hunger strike.

23/08/2008 ll sesto viaggio di Gambari in Birmania.
Ibrahim Gambari, si è recato per la sesta volta in Birmania.La sua visita, durata sei giorni, non ha però riportato i risultati sperati: infatti l'inviato dell'ONU non è stato ricevuto nè dai membri della giunta militare, nè dalla leader dell'NLD, Aung San Suu Kyi, che si trova ancora agli arresti domiciliari. Non si conoscono i motivi del rifiuto( è impossibile non cadere nelle trappole della propaganda militare), ma è certo che la tensione creatasi non lascia ben sperare in una vicina risoluzione della quastione birmana, per lo meno in sede ONU.
Intanto la giunta fa quello che può per impedire il risollevamento della popolazione birmana, colpita duramente dal ciclone Nargis nel maggio di quest'anno. Tra il rifiuto agli aiuti internazionali e l'ostacolo alla collaborazione religiosa, i volontari e le poche organizzazioni umanitarie che si trovano sul territorio fanno quello che possono per aiutare i cittadini birmani.

31/07/2008 
Nell'ultimo mese poche notizie sono giunte dalla Birmania: dopo la tragedia dovuta al passaggio del ciclone Nargis e la mancata ricezione degli aiuti umanitari inviati sembra esserci un segno di apertura della giunta ad un dialogo. E' stato dato il consenso all'arrivo di una missione di follow-up del nuovo inivtiato speciale per il Consiglio dei Diritti Umanana delle Nazioni Unite Tomàs Ojea Quintana. L'ultima mission risale infatti a novembre 2007, a seguito della quale la giusta espresse il rifiuto di accoglierne altre.
Si avvicina inoltre la ricorrenza dei 20 anni dalle repressioni dell'8.08.88 quando fra i manifestanti rimasero uccise circa 3000 persone, nella più grande manifestazione nella storia della Birmania.
Si prevede anche una visita dell'inviato delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari, come proseguimento degli sforzi per la costruzione di un dialogo politico fra la giunta militare e Aung San Suu Kyi.

24/06/2008 la situazione post ciclone
La situazione del dopo ciclone è sempre più tragica in Birmania, dove non si vedono segni di miglioramento, ma anzi sempre più ostacoli posti dalla giunta. Oltre alle 134 000 vittime tra morti e dispersi, si aggiungono più di 2,4 millioni di sfollati, che ora non possono neppure più contare sul sostegno dei privati. Infatti gli arresti alle persone che cercano di aiutare le vittime sono sempre più frequenti (10 dall'inizio del mese); d'altra parte la giunta continua a bloccare l'aiuto dei medici stranieri, con la motivazione che i campi per sfollati sono oramai chiusi.
Altre vittime della politica inconsapevole del regime sono gli orfani, vittime dello sfruttamento del lavoro minorile, usati anche per il contrabbando o per le guerre tra le diverse etnie. La loro situazione è particolarmente difficile vista la quasi impossibilità di rintracciare la discendenza in Birmania, per mancanza dell'uso dei cognomi.

06/06/2008 Emergenza birmania
Lo scorso 27 maggio i militari della giunta hanno prorogato gli arresti domiciliari alla leader dell’opposizione Aung SanSuu Kyi. 25 persone che manifestavano sotto casa sua sono state arreste dalla polizia e portati in un luogo sconosciuto. Il segretario delle nazioni unite, Ban Ki moon, si è detto dispiaciuto per questa notizia, sottolineando che il più presto Suu Kyi sarà liberata, il meglio sarà per la riconciliazione nazionale, la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo.
Intanto continua la crisi umanitaria dovuta al ciclone, il governo continuando ad intralciare gli sforzi e gli aiuti che provengono da diverse parti. Ieri è stato arrestato un noto attore che aiutava i senzatetti e gli sfollati vittime del ciclone; più grave forse è stata la decisione di impedire lo sbarco alle navi americane cariche di derrate e di equipaggiamenti umanitari, con il pretesto che gli stati uniti vogliono impradonirsi del petrolio birmano e tentare un’invasione del paese. Questa paranoia ha portato la giunta a rifiutare anche agli elicotteri dei paesi vicini di atterrare sul suolo birmano, con la conseguenza che si stimano ancora in più di un mîlione le vittime che non hanno ricevuto aiuti da quando è passato il ciclone nargis, quasi un mese fa.

29/05/2008 A modest opening
THE millions of victims of cyclone Nargis have now endured three weeks of misery while the military regime that runs Myanmar has dragged its feet on letting in international aid. Many inhabitants of the Irrawaddy delta remain homeless and hungry, sheltering wherever they can from the continuing torrential rains. Lord Malloch Brown, a British minister, said after a visit this week to Yangon, the main city, that the regime seemed to be suffering from the “Panglossian” delusion that things were not so bad. Sean Keogh of Merlin, a British medical charity, who has spent nine days in the delta, describes the situation as “desolation absolute”.

International pressure has persuaded the junta to open the country's doors a bit wider. The United Nations' World Food Programme (WFP) is being allowed to bring in ten helicopters to ferry supplies down to the delta. At a meeting of the Association of South-East Asian Nations (ASEAN), Myanmar agreed to let in hundreds of medical and relief workers from neighbouring countries. But it again rejected America's request to be allowed to let its navy ships deliver aid directly to the delta. America, France and Britain all have naval ships loaded with supplies waiting off Myanmar's coast, tantalisingly close to the hungry, homeless people they are not being allowed to help.

Having cleared most foreign aid workers out of the delta since the cyclone, the regime remained reluctant to let them return. ShelterBox, a charity backed by Rotary clubs worldwide, has flown in a big batch of tents, water-purification kits, mosquito nets and other essentials. But its experts were not allowed to accompany them down to the delta: they were obliged to entrust them to local businessmen and volunteers, who promised to send photographic evidence that they had reached those in need. The WFP said the arrival of the helicopters would be a great help in getting food supplies to the delta but, by the middle of this week, the agency had been able to secure only enough rice to give a two-week ration to around 340,000 people, out of 750,000 it reckons urgently need such supplies.

Invisible for a fortnight, the regime's paramount leader, General Than Shwe, appeared in public. Perhaps shamed by the performance of China's prime minister, Wen Jiabao , General Than Shwe toured the cyclone-hit areas and, as China had already done, declared three days of national mourning. The UN's secretary-general, Ban Ki-moon, flew in to the country on May 22nd and was hoping to meet the general (who had so far refused to take his phone calls) the next day. A donors' meeting in Yangon was scheduled for May 25th.

At the ASEAN summit Myanmar's neighbours pledged to lead a “coalition of mercy”, co-ordinating the international effort to help the stricken country. But it is so far unclear what exactly ASEAN countries will be allowed do, other than contribute a fairly small number of aid workers. The regional block is good at phrasemaking but not so good at producing concrete results. And the junta knows from experience that ASEAN will not press it too hard.

23/05/2008 LA GIUNTA ACCETTA GLI AIUTI DELL'ONU
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki-Moon, ha annunciato che il capo della giunta militare birmana ha dato il suo assenso all'ingresso nel Paese di «tutti» i team di soccorritori per le popolazioni colpite dal ciclone Nargis.
Il generale Than Shwe, ha detto Ban ki-Moon al termine di in un incontro nella nuova capitale della Birmania, «ha acconsentito a fare entrare nel Paese tutti i soccorritori» che da settimane attendono di portare aiuto ai 2.4 milioni di birmani colpiti dal ciclone. Alla domanda se la decisione possa rappresentare una svolta nella gestione dei soccorsi, Ban ha risposto: «Penso di sì».

15/05/2008 Ciclone in Birmania
Il 3 marzo 2008 la Birmania è stata travolta dal ciclone Nagis, di categoria 3, sul delta dell'Irradawy. I militari al potere sapevano del pericolo ma non hanno fatto niente per impedire la catastrofe; n" nessun messaggio di solidarietà è stato prnunciato nonostante l'atrocità del fenomeno, che ha causato la morte ha più di 100 000 persone e ha ne lasciato senza tetto un altro millione e mezzo. I danni sono enormi e su lunga scala, essendo forte il rischio di epidemie, ma anche difficile la ricostruzione materiale e economica della zona. Per di più la giunta ha impedito o reso molto difficile gli aiuti umanitari internazionali: si calcola che più del 75% degli aiuti non sono pervernuti alle vittime.
Parallelamente la giunta continua la campagna per il referendum, alimentando il clima di paura e tensione tra gli abitanti, che sono spesso costretti a votare il "si" alla riforma unilaterale che i militari vogliono imporre.
I birmani sono quindi colpoti due volte: sia dalla dittatura che dal ciclone, che alcuni sperano possa pero' fare cambiare le cose, attirando l'attenzione mondiale proprio sulla Birmania, a lungo dimenticata.

10/04/2008 aprile 2008
Il parlamneto europeo ha approvato il 10 aprile con 580 voti a favore, 24 contro e 45 astensioni una risoluzione che chiede all'unione europea di valutare la possibilità di un boicottaggio alla cerimonia di apertura delle olimpiadi in Cina se quest'ultima non ristaura il dialogo con il Dalai Lama. La risoluzione sottolinea la necessità di una posizione comune dei vari paesi europei circa il problema della repressione della ricolta in Tibet e il mancato dialogo della Cina.

Intanto alla frontiera tra la Birmania e la Tailandia si è consumata un'altra tragedia per gli emigrati birmani che cercano di sfuggire illegalmente dalla loro situazione di precarietà in Birmania: nella provincia Ranong 54 persone, prevalentemente donne, hanno trovato la morte soffocati nel camion che li trasportava? Altri 47 sono sopravvissuti ma alcuni sono dovuti essere stati trasportati all'ospedale.

In birmania continuano i dissensi ma anche le repressioni: la giunta ha infatti condannato, il 4 aprile 2008, Ohn Than, 61 anni, per avere protestato pacificamente con un cartello davanti all'ambasciata americana di Rangoon lo scorso 23 agosto. Nessuna pietà della giunta che lo ha condannato all'ergastolo ed a un'ammenda.

19/03/2008 visita dell inviato onu in birmania
l'inviato delle NU in Birmania, I. Gambari, è riamsto deluso dalla sua missione che lo ha portato a incontrare Aung San Suu Kyi ma non gli altri esponenti dell'opposizione alla giunta. Nonostante la sua convinzione che bisogna xontinuare a trattare con le autorità birmane, non è riuscito a convincere la giunta ad attuare riforme democratiche. Le autorità birmane infatti stanno elaborando una nuova costituzione da sottoporre a referendum in maggio 2010 in vista di nuove elezioni multipartitiche, ma si sono dette contrarie a qualsiasi cambiamento del testo loro redatto.


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