Freeburmaitaly is an association founded in order to express solidarity to the burma people, its objective is to awaken international public opinion on the burma's cause through the information and the promotion of initiatives aimed to expose the increasing breaches of human rights that happen in that country.
 

Suu&Hillary 

di Giulia Menegotto, 2-12-2011 

In questi giorni si è tornati a parlare di Birmania. Su tutte le testate internazionali rimbalzano le foto della cena, avvenuta ieri sera, tra il Segretario di Stato americano Hilary Clinton e Aung San Suu Kyi, leader storica del partito democratico birmano. Quasi coetanee, entrambe vestite di chiaro, le due donne si sono incontrate per la prima volta nella residenza di Suu Kyi, dove la "Signora" ha trascorso agli arresti domiciliari gli ultimi venti anni e i loro sorrisi hanno lasciato intendere un prossimo voltapagina per il paese. Era dal 1955 che un Segretario di Stato statunitense non si recava in visita in Birmania. 

Il disgelo sembra essere stato tuttavia prevalentemente al femminile poiché la Clinton, durante la visita all'attuale presidente Thein Sein, pur lasciando sottintendere che gli Stati Uniti riconoscono un certo progresso del nuovo governo  (composto per la maggiorparte da ex membri della giunta) verso la democratizzazione,  ha solo accennato ad un eventuale ritiro delle sanzioni americane e ad una nuova reale intesa, politica ed economica, tra i due stati. Quest'ultima è infatti subordinata ad un reale impegno del nuovo governo per porre fine alle continue violazioni ai diritti umani e i conflitti con le minoranze etniche. Inoltre, ha lanciato anche un monito e sulle recenti notizie di collaborazioni clandestine tra Nord Corea e Birmania sul nucleare ribadendo che, per ottenere il consenso della comunità internazionale, non si può prescindere dal rispetto dei trattati sulla non proliferazione.

Ciò nonostante, i propositi e la visita stessa sembrano lasciare adito alla speranza: negli ultimi due anni si è sbloccata una situazione ferma da due decenni e la liberazione di Aung San Suu Kyi, le elezioni del (seppur ben lontane dall'essere il "free and fair " come inteso da Ban Ki Moon) e il rilascio di numerosi prigionieri politici  (anche se ce ne sono ancora più di un migliaio ) non possono non costituire  segnali incoraggianti. La Birmania sembra  così pronta a riaffacciarsi timidamente sul panorama internazionale, politico ed economico e gli USA  assicurano che non si opporranno più agli interventi di aiuto del  Fondo Monetario Internazionale  e della Banca Mondiale. Incerta è invece nel frattempo la reazione della Cina, che osserva e si pronuncia assai poco sull'eventualità di perdere il rapporto privilegiato che fino ad ora ora aveva avuto con il paese grazie al suo appoggio indiscusso alla dittatura. Per ora è presto per trarre conclusioni ma ci limitiamo ad osservare con fiducia  questa immagine storica di due donne e del loro impegno per la pace. 

 

APRIRA' IL  FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA, EVENTO CHE VA DAL 27 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE, IL FILM SULLA VITA DI AUNG SAN SUU KYI

 "THE LADY" DI LUC BESSON,

 

"Sono stato profondamente ispirato e commosso dalla storia personale di Aung San Suu Kyi e dalla sua lotta per la democrazia. Spero che, attraverso questo film, la voce di Aung San Suu Kyi possa fare il giro del mondo ed essere meglio conosciuta e condivisa dal grande pubblico".

A Roma, con Luc Besson e il coprotagonista David Thewlis, ci sarà anche Michelle Yeoh che, per aver interpretato la figura di San Suu Kyi, è stata addirittura bandita dalla Birmania.

 

 

Costituzione di una Commissione di inchiesta ONU sui crimini di guerra e contro l'umanità in Birmania 

FIRMA L'APPELLO  Sul sito di Birmania Democratica!!

http://www.birmaniademocratica.org/ViewDocument.aspx?catid=241c8068be6b4ddcb86ed0162793314b&docid=ed06343c7ba54893897e00615b3a3bd7

 

 
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