MANIFESTAZIONE 8-8-2008
Free Burma Italy con Amnesty per non dimenticare l' 8-8-88



Nel link il video della manifestazione dell'8-8-08

8 agosto 1988 – 8 agosto 2008 – Birmania: vent’anni di repressione
8 agosto ’88: chiunque in Birmania conosce e ricorda silenziosamente questa data.
A questo giorno risale la più grande manifestazione nella storia della Birmania. Nel corso del 1988, nei mesi di marzo e di giugno, si registrarono le prime proteste studentesche che portarono a circa 1000 arresti fra i manifestanti e alla chiusura delle università e delle scuole del paese. Fu solo l’8 agosto però, che gli operai e i tutti lavoratori birmani proclamarono lo sciopero generale al quale si unirono in massa gli studenti e i monaci buddhisti. Nei cortei lungo le strade di Rangoon e delle maggiori città birmane, sorprendentemente parteciparono anche reparti dell’esercito e della polizia. Sembrava che fosse possibile destituire il regime dittatoriale che dal 1962 sopprimeva la libertà dei cittadini e ne violava costantemente i diritti civili. La speranza e l’entusiasmo erano enormi e l’incubo della dittatura sembrava potesse finire. Non andò così invece.
Di fronte a tale moto di sollevazione, il regime reagì ferocemente, reprimendo le manifestazioni e uccidendo brutalmente i civili nelle strade, dando la caccia ai manifestanti per diversi giorni. Il 18 settembre del 1988, a seguito di un colpo di stato militare, nacque lo SLORC (State Law and Order Restoration Council), tutt’oggi al potere nel paese, che rinominò l’anno seguente la Birmania in Myanmar e irrigidì il carattere della dittatura. Come primo provvedimento lo SLORC proibì ogni iniziativa pubblica e la formazione di ogni tipo di associazione formata da cinque o più persone.
Nonostante il terrore alimentato dalla risposta del governo, le proteste si protrassero ancora per sei settimane. Il 18 settembre fu organizzata una nuova manifestazione e 1000 civili rimasero uccisi. In tutto si calcola che circa 3000 persone siano state ammazzate dai militari nei mesi di agosto e settembre dell’88. Molti oppositori al regime dovettero rifugiarsi all’estero per continuare l’attività politica di opposizione democratica, costituendo quella che poi sarà chiamata la “Generazione ‘88”.
Anche la figlia del padre della patria Aung San, Aung San Suu Kyi, prese parte alle proteste e ridiede vigore al movimento dell’opposizione democratica: fu creata la National League for Democracy (l’NLD) di cui fu il futuro premio nobel per la pace fu nominata segretario generale. Le promesse elezioni si tennero nel maggio del 1990 e l’NLD trionfò ottenendo circa l’80% dei voti, nonostante gli arresti domiciliari di Aung San Suu Kyi e del presidente dell’NLD U Tin Oo. Le elezioni tuttavia non furono riconosciute dalla giunta militare.
Negli anni a seguire – nonostante le risoluzioni dell’ONU e le trentacinque missioni ufficiali dei suoi inviati speciali in Birmania - le condizioni di vita della popolazione sono andate peggiorando. Ogni dialogo con la giunta si è rivelato sterile e gli arresti domiciliari di Aung San Suu Kyi sono stati prolungati quest’anno per altri dodici mesi. Ad agosto e a settembre dello scorso anno si è assistito a nuove proteste dovute all’innalzamento smisurato dei prezzi di riso e benzina, nuovamente represse nel sangue, dei cittadini e dei monaci birmani che hanno riportato per qualche giorno la situazione birmana all’attenzione occidentale. Secondo Amnesty International i prigionieri politici sono oltre 2000, di cui 900 imprigionati negli ultimi nove mesi. Per rabbonire le pesanti accuse della comunità internazionale, che ha severamente condannato l’operato della giunta militare, nel maggio di quest’anno si è tenuto un referendum costituzionale svoltosi in assoluta illegalità. Inoltre il passaggio del ciclone Nargis all’inizio del maggio scorso ha permesso al regime di esercitare il proprio controllo in modo ancora più efficace sui cittadini piegati allo stremo (milioni dei quali ancora non raggiunti dagli aiuti umanitari a tre mesi di distanza), e di inscenare un inconsistente dialogo con le organizzazioni e le istituzioni internazionali.
La pressione internazionale e l’azione dei governi occidentali sono ancora scarse. Gli interessi economici occupano sempre il primo posto nell’agenda dei politici e l’opinione pubblica occidentale non si mobilita più di tanto.
Nella ricorrenza del 20esimo anniversario e dell’inizio dei giochi olimpici - assai contestati per la tutela dei diritti umani in Cina - la speranza è che si radichi nelle coscienze delle persone libere, un senso di responsabilità e di appartenenza politica che possa valorizzare tutte quelle azioni esemplari a cui viene dato troppo poco risalto e che invece incoraggiano ad alzarsi in piedi di fronte a certi episodi.

http://it.youtube.com/watch?v=deZzlnmkCWY

Esito raccolta fondi per le vittime del ciclone Nargis
serata MUSICA IN SOLIDARIETA' del 24 giugno



Grazie al contributo di tutti i sostenitori di Free Burma Italy abbiamo raccolto 553,30 euro nel corso della serata M U S I C A I N S O L I D A R I E T À del 24 giugno al Traffic Live Club (Via Vacuna, 98, Roma).
Il ricavato è stato interamente devoluto a Medici Senza Frontiere per il progetto S O S M Y A N M A R che opera sul campo per l’assistenza ai superstiti del ciclone Nargis.

"...Il Myanmar è sparito dalle prime pagine dei giornali ma la sofferenza dei superstiti no. I riflettori si sono spenti ma migliaia di persone che vivono nell’area più colpita dal ciclone, il delta dell’Irrawaddy, continuano a lottare per la sopravvivenza giorno dopo giorno e in molte aree mancano ancora aiuti e assistenza adeguati ai bisogni della popolazione.

MSF ha ora pieno accesso alla popolazione della regione del delta e nelle ultime settimane le équipe di MSF presenti sul terreno hanno incrementato le attività di emergenza e la copertura sanitaria per raggiungere i superstiti del disastro che non hanno ancora ricevuto aiuti adeguati.

Le équipe di MSF stanno lavorando per portare soccorso d’emergenza a 350.000 persone che si trovano nell’area più colpita del delta. Per riuscire a coprire il maggior numero possibile di persone, MSF ha predisposto servizi ambulatoriali sia fissi che mobili.
Dall’avvio della sua azione di risposta all’emergenza, due mesi fa, MSF ha raggiunto oltre 460.000 persone con il suo programma di soccorso d’emergenza, ha distribuito 939 tonnellate tra scorte di farmaci e generi di soccorso ed effettuato oltre 30.000 visite mediche."

Da www.medicisenzafrontiere.it

F R E E B U R M A I T A L Y ringrazia tutto lo staff del Traffic Live Club ed i musicisti che hanno messo la loro arte al servizio di una buona causa. Nella sezione Fotogallery troverete immagini del concerto.

Alla prossima!


AGGIORNAMENTO SULLA BIRMANIA -LUGLIO 2008



Nell'ultimo mese poche notizie sono giunte dalla Birmania: dopo la tragedia dovuta al passaggio del ciclone Nargis e la mancata ricezione degli aiuti umanitari inviati sembra esserci un segno di apertura della giunta ad un dialogo. E' stato dato il consenso all'arrivo di una missione di follow-up del nuovo inivtiato speciale per il Consiglio dei Diritti Umanana delle Nazioni Unite Tomàs Ojea Quintana. L'ultima mission risale infatti a novembre 2007, a seguito della quale la giusta espresse il rifiuto di accoglierne altre.
Si avvicina inoltre la ricorrenza dei 20 anni dalle repressioni dell'8.08.88 quando fra i manifestanti rimasero uccise circa 3000 persone, nella più grande manifestazione nella storia della Birmania.
Si prevede anche una visita dell'inviato delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari, come proseguimento degli sforzi per la costruzione di un dialogo politico fra la giunta militare e Aung San Suu Kyi.
www.mizzima.com